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La Morenita: il Messico in Umbria, una storia di tortillas (e di famiglia)

Ci sono sapori che, al primo morso, ti riportano in Messico.

Non per nostalgia “da cartolina”, ma perché sono fatti con la stessa cura con cui, nella cultura messicana, si prepara la base di tutto: la tortilla.

La Morenita nasce così, da una famiglia e da un’idea semplice: portare in Italia tortillas messicane artigianali capaci di sapere davvero di Messico.

Radici messicane, valori chiari

La Morenita lo dice già nel nome: “Morenita” è uno degli appellativi della Madonna di Guadalupe, raccontando così un legame profondo con la cultura messicana e mettendo al centro un valore dichiarato “quasi sacro”: la famiglia.

L’idea dell’azienda nasce infatti durante una delle tante cene di famiglia a base di tortillas.

Anche mission e vision sono coerenti con questa storia: l’obiettivo è diventare un punto di riferimento per le tortillas messicane in Europa e favorire la diffusione della cucina e della cultura gastronomica del Messico nel mondo, attraverso prodotti genuini e lavorazioni in linea con la tradizione.

Dal Messico alla cucina di casa, poi al laboratorio

La storia della famiglia Becker Arriola in Italia comincia nel 2007.

Da quel momento il Messico non resta soltanto un luogo del cuore: entra nelle abitudini quotidiane, nei pranzi di famiglia e nei gesti di cucina di tutti i giorni.

L’anno successivo, nel 2008, arrivano le prime tortillas fatte in casa: Rafael le prepara con una piccola macchina portatile e la padella, come si farebbe in molte case del Messico, cercando la stessa morbidezza e lo stesso profumo di mais.

Con il tempo l’esperienza cresce, insieme alla visione.

Nel 2015 Alejandra e Daniel decidono di dare una forma definitiva a quella passione e nasce ufficialmente La Morenita.

È il passaggio dal “fare per casa” al “fare per altri”, mantenendo però intatti i valori iniziali.

Poi, nel 2023, arriva l’e-commerce ufficiale: un modo per rendere più semplice e costante l’accesso ai prodotti, raggiungendo clienti in Italia e in Europa senza perdere l’identità artigianale che rende quel sapore così vicino al Messico.

Il cuore: mais 100% italiano, non OGM, tradizione del Messico

Uno dei punti più solidi del progetto è la materia prima.

La Morenita lavora con mais di alta qualità 100% italiano, non OGM, proveniente da filiere controllate, e realizza prodotti senza coloranti e conservanti.

È una scelta concreta, che unisce la filiera italiana alla cultura gastronomica messicana : la base resta autentica, ma con una provenienza chiara e trasparente.

Nixtamalizzazione e masa: quando “autentico” ha un significato preciso

In Messico la tortilla non è un contorno: è identità.

Per questo, quando si parla di tortillas di mais nixtamalizzato, non si sta usando un termine tecnico per moda.

La Morenita descrive il processo tradizionale per ottenere la masa, l’impasto base: si parte dalla nixtamalizzazione, poi riposo, risciacquo e macinatura con mulino a roccia vulcanica.

È qui che nasce la differenza che si sente: profumo di mais, consistenza viva e una tortilla che, se riscaldata bene, resta morbida e flessibile.

Tre varietà di mais, una sola idea: tortillas che “funzionano”

C’è un dettaglio raro e molto concreto che La Morenita racconta: l’impasto nasce da percentuali diverse di tre varietà di mais.

Il bianco lavora sull’elasticità, il giallo sul sapore e il corvino su gusto e colore.

Tradotto, significa tortillas per tacos che tengono il ripieno e non si rompono facilmente, perché l’equilibrio è stato costruito con precisione.

I tacos sono uno dei simboli più semplici e popolari del Messico: una tortilla (di solito di mais) scaldata e poi farcita con un ripieno (carne, pesce, verdure o legumi) completato da salse, cipolla, coriandolo e lime.

A differenza di un “wrap”, il taco si mangia con le mani e la tortilla deve restare morbida e flessibile, senza rompersi o diventare secca: per questo, quando diciamo “tortillas che funzionano”, intendiamo proprio una base che regge il ripieno, si piega bene e valorizza ogni ingrediente, come accade nelle taquerías roots.

Lo dicono i clienti: Messico fino a casa

Qui non serve “vendere”: parlano le persone. Nelle recensioni riportate sul sito compaiono frasi che raccontano esattamente l’effetto “Messico a tavola”:

  • “Delicioso todo. El clásico sabor de México hasta mi mesa en Italia.”— Sofia Diaz
    “Calidad, puntualidad y un sabor igual o mejor que en México.”— Silvia Carpita
  • “Ottime tortillas, i titolari gentilissimi.” — Maria Felicita Guerra
  • “Per mia mamma è come avere un po’ di Messico e dei suoi sapori anche essendo lontana.” — Ugo Volpe

È lo stesso filo rosso che ritrovi anche in articoli esterni: Me Gusta Mi Piace descrive La Morenita come realtà familiare messicana a Bastia Umbra e collega direttamente prodotti e tecnica di mais “nixtamalizado”, spiegando che “ti trasporta in Messico”.

Premi, riconoscimenti e chi ci sceglie

Tra i riconoscimenti più forti c’è il Taco de Oro Dubái 2023 (Cocineros MX por el Mundo), dove Tortillas La Morenita risultano tra i vincitori nella categoria “Tortilla Mexicana Auténtica en el Extranjero” (Italia).

È un riconoscimento che parla esattamente di ciò checerchiamo di fare ogni giorno: portare la cultura messicana fuori dal Messico, senza perdere autenticità.

E quando la qualità entra nelle cucine professionali, diventa un’altra forma di “premio”.

Un articolo di Repubblica, nell’inserto Il gusto sezione Sapori, racconta la storia della famiglia e cita il fatto che le tortillas del laboratorio artigiano di Bastia Umbra entrano nelle cucine di ristoranti messicani e vengono notate anche in contesti d’alta cucina.

Inoltre è stato ultimamente raggiunto un altro importante traguardo: “La Morenita” è stata invitata dall’ambasciata messicana presso il chiostro di Santa Maria Novella, a Firenze, per celebrare il dialogo tra Toscana e Messico, nel segno di arte e tradizione con le loro eccellenze enogastronomiche.

In fondo, perché scegliere La Morenita?

Perché unisce due cose che raramente stanno insieme: il Messico nel metodo, nella nixtamalizzazione e nella masa, e l’Italia nella materia prima, con mais 100% italiano, non OGM e una filiera controllata.

E poi c’è la parte più importante: quella che non si scrive, si assaggia. È il Messico che torna “in ogni morso”, quando la base è quella giusta.